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TROVARE LA PROPRIA STRADA

 Non ha senso intraprendere uno studio sugli Angeli di nascita se non si è disposti, anzitutto, a riflettere un pochino su di sé: su ciò che si è e su quel che si vorrebbe essere e diventare. Riflettere con semplicità e concretezza, evitando di lasciarsi traviare da sfrenate ambizioni.

Ciò che si è non può essere cambiato: può essere solo migliorato. Il desiderio di migliorarsi è la porta di ogni evoluzione, purché non ci si lasci corrompere dalla smania di stravolgere ciò che si è per nascita. Siamo al mondo per portarvi il nostro dono, non quello di un altro.

E' semplicistico e allo stesso tempo assurdo dire: "Voglio essere diverso". Non si può rinnegare se stessi, perché sarebbe il modo più sicuro per diventare nessuno.

Ma cosa significa trovare la propria strada?

Significa cercare le condizioni per potere stare meglio, per essere utili, per non sprecare la propria preziosa esistenza.

Si trova la propria strada quando la mente, l'anima, il cuore e la coscienza lavorano in armonia. Solo se vi è armonia tra queste componenti del nostro essere è possibile fare le giuste scelte. Perché la strada non è altro che una sequela di scelte quotidiane. Ed è impensabile compierle pensando solo a se sessi: significherebbe chiudersi e perdere tutto.

Così come una scala è fatta di gradini, e un cammino è fatto di passi, allo stesso modo anche l'esistenza è una serie di attimi. Non si trova la proprio strada con uno schiocco di dita: essa va costruita, giorno per giorno, programmando in libertà gli attimi della propria vita. Così, indipendentemente da ciò che succede, si è in grado di affrontare la vita e gli eventi; si è in grado di "costruire" il proprio vero essere, senza il quale non esiste alcuna strada.

Tenacia, caparbietà, idee chiare, lungimiranza, volontà di proseguire nella direzione scelta e di realizzare il proprio scopo di vita, che si rivelerà man mano, imparando a superare gli ostacoli e a guardare avanti. Ostacoli che, in primo luogo, sono costituiti e seminati da quelle direzioni sbagliate che spesso ci tentano traendoci in inganno.

Scegliere attimo dopo attimo, nella consapevolezza di ciò che si è: questa è la strada. Ma come potremo trovarla se non sappiamo nemmeno cosa vogliamo? E soprattutto cosa non vogliamo! Cosa ci piace davvero, dove vogliamo andare, cosa vogliamo fare, per cosa siamo portati...

Accade spesso che la strada ci venga indicata: dalla vita, dagli eventi, dagli angeli. E altrettanto spesso fuggiamo le indicazioni senza nemmeno approfondire il discorso: temiamo la fatica, il sacrificio, o abbiamo paura di vivere cose diverse da quelle a cui siamo abituati. Oppure non riusciamo ad uscire dalle aspettative familiari, o dalle idee su noi stessi che altri ci hanno inculcato.

Ma non si trova la propria strada se non si conquista la libertà.

Diventare liberi vuol dire anzitutto smettere di subire i condizionamenti altrui. Condizionamenti spesso subdoli e sottili, perché presentati sotto forma di consigli: «E' per il tuo bene».

Quasi sempre il contravvenire a tali consigli genera in noi dei sensi di colpa, consci o inconsci; e il senso di colpa ci picchia in testa come un martello, distruggendo l'autostima e di conseguenza la capacità di agire in autonomia.

Purtroppo i primi distruttori della nostra libertà siamo noi stessi: senza neanche rendercene conto ci lasciamo vincolare da credenze, superstizioni, tradizioni, abitudini, mode, imposizioni, regole senza fondamento... Talvolta ci liberiamo da una parte e andiamo ad impigliarci in un'altra cosa che si rivela più limitante della precedente.

Libertà è la capacità di seguire il proprio istinto, ascoltando tutti senza dar retta a nessuno. Ma è possibile agire in tal modo solo quando si è riusciti a trovare e a riconoscere la propria vera essenza. Solo questo ci consente di spaziare nell'amore, nella conoscenza, nella gioia di stare insieme agli altri, nella condivisione e, infine, nella fede. Una fede che non va intesa come adesione a ciò che altri ci dicono, ma come fiducia in se stessi, nella vita, in Dio.

Raramente ci fermiamo a riflettere sui nostri atteggiamenti, sul nostro modo di fare, sul nostro stile di vita: semplicemente accettiamo i nostri comportamenti senza farci troppi problemi. I dubbi su noi stessi, il senso di inadeguatezza nei rapporti con gli altri e con la vita, le inquietudini, il sentimento di solitudine... sono tutte sensazioni che vediamo "passare" nella mente, ma senza soffermarci ad analizzarle.

Parliamo tanto, ci perdiamo in mille chiacchiere spesso inutili, ma non siamo capaci di conversare qualche minuto con noi stessi, di gettare uno sguardo al nostro interno: per vedere come siamo fatti, chi siamo, cosa davvero vogliamo. Abbiamo paura di scoprire la verità su noi stessi. Preferiamo ignorare la differenza che passa tra ciò che siamo e ciò che invece dovremmo essere.

D'altra parte siamo così impegnati a cercare le piccolezze della vita, da non avere il tempo per portare alla luce il tesoro che sta nascosto dentro di noi, quello che grida per essere scoperto e ci getta nell'inquietudine se lo trascuriamo.

Eppure quel tesoro - costituito dai nostri talenti, dalle ispirazioni più elevate, dai desideri profondi, dalle qualità innate o acquisite - è proprio il fondamento da cui partire per scoprire la propria strada. Perché non è mai un caso se si possiedono determinate attitudini, delle doti spiccate, delle capacità particolari: ci sono state date per valorizzarle e metterle a disposizione del mondo. Perché la strada non si trova, ma si costruisce. Partendo da ciò che si è. Ciascuno è la propria strada.

E' un errore pensare di poter semplicemente "trovare" la propria strada, e soprattutto confonderla con ciò che si vorrebbe ottenere: quel che vogliamo spesso non è la nostra strada, ma è frutto di egoismo o di ambizioni inappropriate, pur se umane e comprensibili. Guai se non avessimo stimoli e ambizioni: fanno parte dell'esistenza! Ma quella che giudichiamo "realizzazione personale" spesso non coincide con la realizzazione del proprio essere. La vera strada non è radicata nella personalità apparente o costruita, ma ha fondamento e inizio nella parte più alta di se stessi. E' dal nostro Sé Superiore che partono tutti i sentieri che ci portano a costruire quella strada unica che fa di noi un essere completo. Sentieri che passano attraverso la comprensione, il desiderio di portare aiuto, la capacità di empatia, di ascolto, di provare e dare amore, conforto, compassione...

La strada è ciò che voglio essere, ovvero ciò che il mio Essere profondo vuole manifestare.

Certo è difficile individuare da soli il proprio compito, procurarsi le occasioni e le opportunità per mettere a frutto i talenti che si possiedono, insomma realizzare il vero scopo della propria vita: si ha bisogno di aiuto. Ma questo aiuto è sempre a disposizione di chi è capace di darsi da fare concretamente e al contempo riesce a cercare e accettare ciò che viene dall'Alto, sapendo di non essere mai solo.

Maria Antonietta Pirrigheddu

01.11.09

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