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LA LIBERTÀ

Quanti esseri tiene in catene la nostra evoluta civiltà? In nome della guerra o della religione, a causa delle ideologie o a vantaggio dei più forti. Ma noi, uomini emancipati dell’Occidente, siamo più fortunati. Godiamo della libertà di esprimerci, di muoverci, di decidere. Eppure...

Eppure sappiamo bene che quella che chiamiamo libertà è solo qualcosa di fittizio: la nostra vita è piena di costrizioni, alcune evidenti altre più sottili. Ci piacerebbe liberarci dall’obbligo del lavoro, dalle restrizioni, dalle leggi dei nostri ingiusti governanti, dalle pressioni invisibili di chi ci manipola la mente. Ma se ciò fosse possibile, davvero saremmo liberi?

La libertà più grande è quella del pensiero, si dice. Perché essere liberi di pensare significa svincolarsi da tutte le omologazioni, manipolazioni, pressioni, inganni perpetrati dalla società. Ma la vera libertà non è tanto quella di pensare, quanto quella di “vedere”.

Non c’è libertà senza giustizia. Ma non si può avere la certezza assoluta di essere nel giusto, quando si pensa: il pensiero risente di mille correnti diverse, interne o esterne, e può sempre essere contestato e corretto. Al contrario ciò che si “vede” - ossia ciò che si sente, che si tocca e perciò si constata - non è contestabile. Non stiamo certo parlando della vista dell’occhio fisico, bensì della vista dell’anima: quella capacità di vedere e sentire in profondità, e che implica la sintonia tra anima, cuore e mente.

La vera libertà è quella che ciascuno permette a se stesso: la libertà di espressione interiore. La possibilità data alle componenti del proprio essere di esprimersi e di comunicare. Il cuore che parla alla mente, alla coscienza e all’anima; la mente che dialoga col cuore e con gli altri elementi; la coscienza che si fa sentire sapendo di essere ascoltata. Senza questa possibilità, tutte le altre forme di libertà sono solo un’illusione.

Si diventa liberi di vedere quando ci si affranca dalle credenze imposte e dalle convinzioni inculcate, ma si arriva a questa condizione solo quando si acquisisce la capacità di essere obiettivi, di valutare, conoscere, capire fino in fondo. Una condizione impossibile da raggiungere quando le proprie componenti interiori, anziché essere in sintonia, sono in contrasto l’una con l’altra. La libertà che scaturisce dall’unione di cuore, mente e anima dà invece chiarezza di visione e permette di scegliere come e quando agire. Ciascuno è libero quando è padrone di se stesso.

“Divide et impera”: la frammentazione di un popolo o di una comunità apre la porta ai tiranni. Allo stesso modo, la frammentazione interiore consente a forze esterne di infiltrarsi e stabilire il proprio dominio, togliendo all’uomo ogni libertà di decidere e di agire da sé. Non per nulla la parola “diavolo” deriva da diaballein, ovvero “dividere”.

La libertà aiuta l’uomo a crescere, perché invita ad esplorare tutti gli angoli della vita e dell’essere, senza remore o tabù. Certo non consiste nel poter fare tutto ciò che pare e piace: è impossibile prescindere dalle regole della vita, che sempre presenta il conto. La libertà interiore, invece, insegna anzitutto a non andare contro la giustizia, e perciò a non incorrere in condanne. Essa consente all’uomo di dire e fare ciò che davvero sente, perché niente in lui lo contrasta.

Qualcuno ritiene che l’uomo diventa libero quando riesce a sottomettere il proprio ego. Eppure, se togliamo a questa fondamentale componente umana la possibilità di farsi sentire, di dire la sua, essa ci si rivolta contro impedendoci proprio di essere interiormente liberi. Anche l’ego va ascoltato. Elevarsi al di sopra dell’ego significa piuttosto concedergli di esprimersi, e così incanalarlo nel giusto modo. Nel momento in cui, in nome di una presunta padronanza di sé, si soffoca l’ego, si perde la libertà e anziché elevarsi si schiaccia il proprio essere.

La ricerca della completezza e della sintonia in sé è la base di ogni realizzazione. Trovare se stessi ed esprimere quel che si è significa diventare liberi. Libertà è gioia di vivere: la propria vita, non quella di un altro. La libertà interiore, quella fondata sull’armonia di cuore-mente-anima, conduce all’entusiasmo, alla vitalità, all’amore, alla voglia di dare e di ricevere, di condividere con gli altri pensieri e cammino, di puntare verso la concretezza; in poche parole, alla capacità di essere veramente e di gustare l’esistenza.

Maria Antonietta Pirrigheddu

22.04.12

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