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8. CAHETEL

Giusta direzione

È la capacità di riconoscere la propria via, di accettare il compito speciale proposto dall'anima e di impegnarsi per portarlo a compimento. Ma tutto ciò può manifestarsi solo se si è prima riusciti a mettere pace in sé, riequilibrando le pulsioni interiori. Diversamente, infatti, mancherebbe la chiarezza e le energie verrebbero disperse.
È questo che ci permette di realizzare cose grandi, di proiettarci verso un fine nobile. Chi agisce seguendo queste ispirazioni è sempre benedetto e porta molto frutto.

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Cahetel è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 25 al 30 aprile circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

 Amore per il lavoro spirituale e per il proprio compito di vita.
Capacità di convogliare le proprie energie per uno scopo elevato, di prodigarsi per i bisogni dell'uomo e della Terra. Capacità di seminare bene e di ottenere "raccolti" abbondanti.

Tendenza all'introspezione; attitudine alla psicologia.
Marcate doti di comunicazione ed espressione.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Cahetel veniva invocato con questo versetto:

"Venite, prostrati adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati"
 

(Sal. 95,6)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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