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70. JABAMIAH

Alchimia

Tutto ciò che esiste cela al suo interno una scintilla viva. L’Alchimia coglie il movimento di queste scintille, che interagiscono tra loro potenziandosi o annullandosi a vicenda.
L’alchimista vede oltre i veli dell’apparenza, avvicinandosi all’Essenza divina contenuta in ogni cosa. Ha la capacità di “entrare” ovunque: poiché sa che tutto è Uno e l’Uno è in tutto, si può immergere ed immedesimare in ogni creatura, cogliendone l’essenza e penetrando i rapporti esistenti tra le cose.
L’alchimista include, crea, trasforma, realizza: in primo luogo se stesso e poi l’ambiente in cui vive; prima la casa interiore e poi, di conseguenza, la casa del Mondo.

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Jabamiah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 6 all'11 marzo circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Ricchezza interiore. Lucidità mentale. Larghezza di vedute.
 Realismo. Fantasia, creatività, genialità.
Particolare attitudine alla filosofia.
 Capacità di instaurare buoni rapporti con il prossimo.
Jabamiah favorisce la rigenerazione del corpo e dello spirito
perché aiuta a ristabilire in sé l’armonia.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Jabamiah veniva invocato con questo versetto:

"In principio Dio creò il cielo e la terra"
(Gen. 1,1)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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