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64. MEHIEL

Vivificazione

Chi ha capito che tutto è vivo e concorre a darci vita, diviene a sua volta capace di immettere la vita in ciò che tocca e in quel che fa.
La vita non è scontata; non è semplicemente data. La vita è seme, e si nutre di ciò che da noi emana.

Vivificare significa avere accesso alla fonte del potere personale;
significa rendersi conto che siamo noi stessi a costruire la nostra realtà, sebbene di solito non ce ne accorgiamo.
Creiamo la realtà non solo attraverso le parole e i gesti, ma anche con il pensiero, l’intenzione, l’attenzione. Quando riusciamo ad allinearci al Potere interiore, il nostro agire diviene efficace e concreto e le nostre creazioni prendono vita.

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Mehiel è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 4 al 9 febbraio circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Abilità logiche e comunicative.
Capacità di ispirare, consigliare e convincere.
Capacità di comprendere la forza insita nelle proprie parole e desideri,
se allineati con la propria Essenza interiore.
Animo poetico; amore per la letteratura.
 Attitudine ad esprimere il proprio talento attraverso la scrittura e l'insegnamento.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Mehiel veniva invocato con questo versetto:

"Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia"

(Sal. 33,18)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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