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56. POYEL

Talento, umiltà e tenacia

La consapevolezza dei propri limiti genera umiltà. Ma l'umiltà non deve impedire di trasmettere e riversare attorno a sé tutto il bene di cui si ha conoscenza e i talenti che si possiedono, facendosi apprezzare per ciò che si è e per quanto si riesce a dare, senza lasciarsi condizionare dai giudizi altrui.

Approfondimenti

 
 

 
 

Poyel è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 27 al 31 dicembre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Chiarezza di visione, acume.
Buone doti espressive.
Armonia interiore. Umiltà.
Capacità di portare pace e serenità.
Capacità di ispirare e di offrire buone idee.
Facoltà di accedere facilmente al proprio mondo interiore
per riportare nella vita concreta ciò che è stato percepito, anche inconsapevolmente, nei Piani Superiori.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Poyel veniva invocato con questo versetto:

"Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto"

(Sal. 145,14)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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