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38. HAAMIAH

Forza della fede

Non si tratta di credere, ma di sapere con ogni fibra del proprio essere,
di conoscere non con la mente ma con l’anima, che c’è un Creatore al di sopra di tutto
e all’interno di tutto, e che anche l’uomo partecipa al continuo processo della creazione.
Una fede simile è estremamente concreta e potente. Non ha bisogno di rituali: sa che la cerimonia più efficace è quell’atto di intenso raccoglimento col quale, isolandosi dal mondo esterno e dimenticandosi di tutto il resto, si entra nel santuario interiore, dove dimora Dio stesso.
Con la mente così libera è facile “toccare” la Divinità e riceverne la luce invocata:
quella luce che si porterà con sé al rientro nel mondo.

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Haamiah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 29 settembre al 3 ottobre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Capacità di sondare le profondità dell’animo umano,
soprattutto nei suoi aspetti più oscuri.
Fiducia nel fatto che tutto opera per il bene;
determinazione nel dare il proprio contributo affinché che ciò avvenga.
Senso di trascendenza. Facilità di contatto con le Energie superiori.
Intuito nella ricerca spirituale.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Haamiah veniva invocato con questo versetto:

"Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora"

(Sal. 91,9)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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