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37. ANIEL

Rottura del cerchio

È la capacità di spezzare le catene di una vita che, per diverso tempo, ci ha condizionato ad essere ciò che non siamo.
Rompere il cerchio significa riuscire a distinguere, finalmente, ciò che siamo davvero da ciò che riteniamo di essere; ciò che abbiamo da ciò che crediamo soltanto di possedere. Uscire dal cerchio corrisponde dunque al ritrovare se stessi, venendo finalmente a conoscenza dei propri pregi e difetti, imparando a valorizzare ciò che è utile e a liberarsi da ciò che ci imprigiona.

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Aniel è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 24 al 28 settembre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Attitudine a distinguersi per il proprio pensiero e la propria cultura.

Facoltà di leggere i “segni” disseminati sulla propria strada.

Capacità di liberarsi dalle cattive abitudini e di rifuggire la monotonia.

Aniel dà la capacità e la forza di superare i momenti più difficili,
quando si è portati a credere che non sia possibile uscirne.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Aniel veniva invocato con questo versetto:

"Rialzaci, Dio degli eserciti,
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi"

(Sal. 80,8)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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