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35. CHAVAQUIAH

Riconciliazione

È consapevolezza che conduce a ri-unirsi alla vita, al mondo, a tutto ciò che esiste, a quel che si conosce e a quel che non si conosce.
Spesso ignoriamo che noi stessi siamo ciò che ci circonda, nel Sopra e nel Sotto, e  che ogni cosa esiste in funzione di tutto il resto. Ogni cosa, noi compresi, è concatenata all'altra ed è l'altra: questa è la Ragnatela Universale.
Ma non vi è possibilità di riconciliazione col resto dell'universo se non ci si è prima riconciliati con se stessi, mettendo in sintonia i vari elementi del proprio essere.

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Chavaquiah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 13 al 18 settembre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Capacità di riconciliarsi col proprio passato e con le parti rinnegate di sé.
Aspirazione ad elevarsi spiritualmente.
Capacità di lottare per la libertà, di liberare e liberarsi da limitazioni e oppressioni.
Facilità nel comprendere i punti di vista altrui.
Predisposizione a guidare e ad offrire insegnamenti di vita.
Grande generosità. Forte senso del dovere.
Desiderio di vivere in pace con tutti; capacità di prendersi cura delle proprie relazioni.
Attitudine al perdono.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Chavaquiah veniva invocato con questo versetto:

"Amo il Signore perché ascolta
il grido della mia preghiera"

(Sal. 116,1)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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