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33. YEHUIAH

Capacità di riconoscere ciò che è superiore

È l’istinto – e non una scelta ragionata – a rinunciare ai propri agi e privilegi per una alta causa, o per qualsiasi necessità altrui. È la capacità di subordinare il bene personale al bene del prossimo, pur sapendo di poter andare incontro a disagi e privazioni.
Chi sviluppa questo dono riesce a stabilire una gerarchia di valori, una scala di importanza all’interno dell’ordine della creazione. Soprattutto sa disporsi all’ascolto della voce più alta dentro di sé, quella che proviene dal Sé superiore, identificando anche il proprio posto nel mondo.

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Yehuiah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 3 all'8 settembre circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Ordine mentale. Capacità di autodisciplina.
Abilità ad apprendere da ogni situazione.
Determinazione. Efficienza, doti organizzative.
Capacità di focalizzare l’attenzione sulle cose che si ritengono importanti.
Fedeltà, abnegazione, grande senso del dovere.
Altruismo e desiderio di rendersi utili.
Attenzione particolare per la famiglia.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Yehuiah veniva invocato con questo versetto:

"Il Signore conosce i pensieri dell'uomo:
non sono che un soffio"

(Sal. 94,11)

 
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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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