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24. HAHEUIAH

Protezione

Nessuno potrà proteggere la nostra esistenza se noi stessi non impariamo a custodire ciò che siamo, il nostro presente e il nostro futuro. E per farlo è necessario anzitutto non permettere alle vicissitudini passate di tormentarci, di diventare per noi un fardello.
Quando si ha il coraggio di ammettere i propri errori, ripararli e poi lasciarseli alle spalle, si può guardare alla vita con spirito nuovo, proteggere il proprio presente e prepararsi ad accogliere un buon futuro.
E sarà naturale acquisire anche la tendenza e la capacità di custodire quanto ci sta intorno: di prestare attenzione, di vigilare affinché gli altri esseri non abbiano a subire soprusi o ingiustizie, sapendo che non tutti riescono a difendersi. Ma proteggere significa anche insegnare ai più deboli ad affrontare autonomamente le situazioni della vita.

 
 

 
 

Haheuiah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 18 al 23 luglio circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Carattere amabile e leale. Altruismo
Sincerità; amore per la verità.
Atteggiamento ottimista ed entusiasta nei confronti del futuro.
Curiosità e passione per le novità.
Temperamento da leader.
Attitudine per le scienze esatte.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Haheuiah veniva invocato con questo versetto:

"Ecco, l'occhio del Signore veglia su chi lo teme,
su chi spera nella sua grazia"

(Sal. 33,18)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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