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21. NELCHAEL

Brama d'imparare

È l’aspirazione a conoscere ciò che sta "oltre", per poterlo esprimere e manifestare nella propria esistenza. Non si tratta della curiosità di esplorare altri mondi, di cui difficilmente si può sapere qualcosa. La brama d'imparare è piuttosto il desiderio di comprendere più profondamente le energie e facoltà nascoste in se stessi e nell'essere umano nella sua totalità, per utilizzarle nel modo migliore. È la voglia di sapere cosa può succedere quando si oltrepassano i propri limiti, o quelli che si ritengono tali, e di mettere a frutto ciò che si scopre.

 
 

 
 

Nelchael è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 2 al 7 luglio circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Gran desiderio di apprendere. Passione per la vera Conoscenza.
Serenità di carattere. Forza interiore. Attitudine per la matematica e le scienze astratte.
Capacità di rendere piacevole la conversazione, apportandovi argomenti e considerazioni interessanti.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione. Siamo noi a decidere cosa sviluppare, lasciandoci condizionare dall'ambiente esterno o scegliendo di liberare tutto il nostro potenziale.

Solitamente conosciamo il nome di un solo angelo di nascita, ma in realtà essi sono tre e si possono individuare in base al momento in cui siamo venuti al mondo. Indagare i loro doni e le loro caratteristiche ci dà una stupenda chiave di lettura del nostro modo di essere. Ma anche la conoscenza approfondita di uno solo dei tre angeli può gettare lampi di luce all'interno di noi stessi, guidandoci a capire meglio ciò verso cui ci muoviamo. Se vuoi intraprendere questa magnifica avventura alla ricerca dei tesori nascosti dentro di te, contattami e ti metterò a disposizione uno strumento importante. Ne resterai sorpreso!

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Nell'antichità Nelchael veniva invocato con questi versetti:

«Ma io confido in te, Signore;
dico: Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni»

(Sal. 31,15-16)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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