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11. LAUVIAH

Vittoria

Non si tratta della conquista di un trofeo: la vittoria è soprattutto quella che si ha su se stessi.
Non si consegue all'arrivo, ma è la giusta partenza, l'inizio del giusto cammino.
In realtà non si “arriva” mai, nonostante spesso ci convinciamo di essere già in alto, portatori di spiritualità, detentori di verità. Il nostro scopo è l'illimitata ricerca.
La ricerca è l'unica cosa che ci muove verso Dio. Perciò chi crede di aver trovato la Verità
in realtà ha perso la Via.

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Lauviah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dall'11 al 16 maggio circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

Capacità di lanciarsi verso l'infinito sconosciuto, per giungere a scoprire ciò che si brama conoscere.
Espansività. Abilità a guidare e governare.
Capacità di trionfare su se stessi e su difficoltà e vicissitudini.

Marcato desiderio di affermazione.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione.
Naturalmente è raro sviluppare tutte le tendenze portate dai nostri tre Angeli di nascita: saranno il carattere, l'ambiente e le vicissitudini della vita a scegliere con noi. Ma attraverso il dono, l'angelo dà anche se stesso.

 

 

Nell'antichità Lauviah veniva invocato con questo versetto:

"Viva il Signore e benedetta la mia rupe,
sia esaltato il Dio della mia salvezza"
 

(Sal. 18,47)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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