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10. ALADIAH

Consapevolezza del divino

È la capacità di rendersi conto dell'attenzione di Dio verso la sua creatura.
Dio è "attento" a tutte le creature, che esse lo sappiano o no. Ogni essere infatti è parte di Lui, ha in Lui le radici del proprio esistere. Quando un individuo diviene cosciente di questa cura nei suoi confronti e sente il desiderio di rispondervi, la sua vita assume un altro valore e si sente preso per mano. È un sentire che non può essere tenuto per sé: poiché ciò che si riceve dev'essere dato, diventa inevitabile rivolgere il proprio sguardo sugli altri. Da questo stato d'animo scaturisce l'abbondanza: se sei consapevole della presenza di Dio in te e attorno a te, non può mancarti nulla.

 
 

 
 

Aladiah è un "pensiero divino" messo a disposizione dei nati dal 6 all'11 maggio circa, i quali - secondo la Tradizione - ricevono questi doni:

 Grande generosità; capacità di concedersi e di condividere.
Consapevolezza dell'abbondanza presente nella propria vita e nell'Universo.
Facilità di riconciliazione. Concretezza e determinazione.

 
 

 
 

Il dono è un'inclinazione, una tendenza, e può essere accettato o non preso nemmeno in considerazione. Siamo noi a decidere cosa sviluppare, lasciandoci condizionare dall'ambiente esterno o scegliendo di liberare tutto il nostro potenziale.

Solitamente conosciamo il nome di un solo angelo di nascita, ma in realtà essi sono tre e si possono individuare in base al momento in cui siamo venuti al mondo. Indagare i loro doni e le loro caratteristiche ci dà una stupenda chiave di lettura del nostro modo di essere. Ma anche la conoscenza approfondita di uno solo dei tre angeli può gettare lampi di luce all'interno di noi stessi, guidandoci a capire meglio ciò verso cui ci muoviamo. Se vuoi intraprendere questa magnifica avventura alla ricerca dei tesori nascosti dentro di te, contattami e ti metterò a disposizione uno strumento importante. Ne resterai sorpreso!

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Nell'antichità Aladiah veniva invocato con questo versetto:

«Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo»

(Sal. 33,22)

 

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Testi di M. Antonietta Pirrigheddu

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