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Commenti a   IL DIO LONTANO

 

Manuela

16.05.10

Appunto, dove va a finire il concetto dell'onnipresenza divina, quando si dovrebbe andare in qualche luogo prescelto per assistere le apparizioni della S.ma Vergine?
Perché queste apparizioni non avvengono in un reparto di oncologia pediatrica non solo per miracolarizzare qualche povero bimbo moribondo, oppure, per rincuorare qualche genitore perché così può comprendere in quale mondo meraviglioso andrà la propria creatura?
In questi giorni sto pensando al nostro sistema nervoso centrale che si "nutre" attraverso le esperienze che facciamo, per poi attivare le zone corticali (il cervello); probabilmente, alcuni condizionamenti e pure alcune suggestioni ci attivano sensorialmente in maniera particolare e ciò forse spiega perché le preghiere di gruppo in alcuni contesti, attivano quelle capacità cerebrali che nella normalità invece rimangono inattive. Potessimo conoscere tutte le capacità del nostro cervello per poi utilizzarle al massimo, forse, si riuscirebbe ad aprire alcune "porte" per esprimere veramente la componente divina che c'è in ognuno di noi. Il peccato è un elemento che la religione cattolica considera come una barriera fra noi ed il divino; probabilmente, se non siamo in grado di agire non solo per il bene ma bensì nel bene, ovvero, sfruttando al massimo tutte le nostre capacità mentali (considerando per esempio la cattiveria e la violenza come "prodotti" di capacità mentali limitate) non possiamo far vivere pienamente il divino che c'è in noi.
Avrò espresso un sacco di cavolate, ma continuo a chiedermi come mai tanti devoti, religiosamente parlando, umanamente hanno dei grossi limiti perché non riescono a far vivere pienamente il divino in loro.
Forse la sede dell'Anima è il cervello?
Chissà?

Risponde lunadivetro:

Se la sede dell'anima fosse il cervello, tanti "devoti" (come tu li chiami) non avrebbero questa difficoltà a collegarsi con la parte migliore di se stessi...

Ivana - Messina

07.01.10

E' esattamente quello che anch'io penso fermamente. Non sarei riuscita ad esprimerlo con parole più adatte! Nelle mie preghiere invoco prima di tutto il mio angelo, rivolgendomi subito dopo a Dio! Non credo negli intermediari tra me e Dio ma allo stesso tempo, a volte, proprio per quello che sosteneva l'articolo, lo sento lontano! Invece è esattamente il contrario! Grazie!

Maria Luisa - Pavia

19.08.09

Ecco che quanto avevo nella mente già da tempo, si materializza nelle tue parole. Non sapevo dove andare a cercare. Dentro di me c'è molta ribellione verso l'istituzione Chiesa, verso ciò che ci impongono. Ma non credere sia per preconcetto che lo dico, o per una forma incondizionata di ribellione a tutto quello che viene imposto: non è assolutamente così. Tutto nasce dal fatto che ogni volta che io ho posto domande ad uno di loro, tutte le volte alla fine di una risposta contorta è sempre uscito il fatto che la fede risolve tutto. E io credo che la fede ci sia indispensabile, ma che non debba "coprire" tutti i nostri dubbi (ovviamente non avendo la cultura necessaria e una buona conoscenza di termini linguistici adatti a farmi dire la mia, finisce che "cedo" sempre).

Risponde lunadivetro:

Ma che cos'è la fede?

Avere fede non significa credere a tutto ciò che ci viene imposto! Perché spesso le imposizioni si fondano sulla convenienza.

Fede, piuttosto, è credere - o meglio sapere - che c'è Qualcuno più in alto di noi, Qualcuno a cui ci si può rivolgere anche per ricevere aiuto. Una cosa completamente diversa dall'accettare tutte le strutture teologiche e gerarchiche frutto dell'invenzione umana.

Riconoscere che c'è un Dio implica il credere anche a ciò che lo circonda... ma tutto il resto è solo un bla bla bla costruito per manipolarci e tenerci in pugno. L'avere il coraggio di constatarlo e di rifletterci su significa dunque riconquistare la propria libertà, una delle cose più preziose che si posseggano. La libertà di pensiero è ciò che caratterizza un uomo vero, e non a caso è proprio quel che maggiormente viene impedito dalle istituzioni religiose e politiche.

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