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Domenica 16 ottobre 2011

I mille volti di Maria Antonietta

L'attrice tempiese Pirrigheddu, trasformista e versatile

 

di Giuseppe Pulina

 

 

Maria Antonietta Pirrigheddu (a destra) e nei panni della famosa zia Micalina (a sinistra)

TEMPIO. L'istrionismo è una delle sue doti artistiche più appariscenti. Maria Antonietta Pirrigheddu, attrice teatrale tempiese sempre più conosciuta e apprezzata, ha d'altronde un talento speciale nell'arte del trasformismo che le consente di interpretare anche i ruoli più difficili. Nota anche come scrittrice (tanto da avere primeggiato in qualche premio letterario), deve i suoi esorti teatrali alle prime interpretazioni, divenute ormai famose, nei lavori del noto commediografo Marcuccio Achenza. Dopo una pausa di otto anni, nel 2000, riprende a calcare il palco con Margherita Achenza, la figlia di«zio Marcuccio», che scrive a sua volta commedie, messe in scena dalla compagnia «Filodrammatica Gallurese». È qui che si scopre la grande versatilità di Maria Antonietta, che si cimenta con ottimi risultati in ruoli molto diversi, dal drammatico al comico.

La recitazione non è però l'unico ambito nel quale si distingue. È stata lei, ad esempio, ad aprire la stagione delle letture a Tempio, in occasione della presentazione di un libro della giornalista romana Floriana Mastandrea. Tra le sue esperienze, va assolutamente ricordata la partecipazione ad una serata di Daniele Piombi durante la quale è stata proposta in scena da Enrico Riccardi, interpretando un monologo scritto da lei e musicato da Riccardi. Chi, a Tempio, non la conosceva, ha avuto modo, quest'estate, di apprezzarne le qualità, grazie anche alla manifestazione «Un sorriso in carrera», che le ha dato l'opportunità di spaziare nel suo ampio repertorio. Il suo pezzo forte? La figura di una spassosissima vecchietta, la ormai famosa Zia Micalina, che durante gli spettacoli imperversa con gag e battute al fulmicotone, spesso improvvisate, suscitando grande ilarità e sorpresa.

Ma non solo: la Pirrigheddu ha scoperto nel web una formidabile piattaforma di lancio per la sua vena da artista. «È ciò che ci permette di uscire dai nostri ristretti confini mentali e territoriali - dice -, e rappresenta l'unica possibilità di diffondere idee e capacità. Così sul mio sito www.lunadivetro.it posso far conoscere i particolari oggetti in vetro che realizzo».

 

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