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LE PAROLE ASSASSINE
RACCOLTA DI RACCONTI

Sette racconti per un viaggio nell'animo umano.

Un viaggio dentro qualcosa di oscuro, incomprensibile... perché cosa c'è di più intricato dell'essere umano? Le sue parole possono dare vita oppure uccidere.

L'uomo non riesce a capire quanto sia pericolosa l'arma della parola e la usa senza pensare, non badando a ciò che distrugge, non conoscendo ciò che può creare. Questi racconti viaggiano seguendo la potenza delle parole.

Prefazione
(
/a cura della Redazione Kimerik)

Maria Antonietta Pirrigheddu è la vincitrice, con il racconto "Le parole assassine", nella sezione Narrativa dell'edizione 2006 del Concorso "Granelli di parole", organizzato dalla Casa Editrice Kimerik. Questa è la raccolta dei suoi racconti che prende il titolo dal pezzo trionfatore del concorso.

Le parole assassine è un racconto bello e suggestivo. La metafora creata dall'autrice è perfetta ed esprime chiaramente la potenza del messaggio. Messaggio che si articola su due livelli: quello della particolare situazione a cui fa riferimento e quello più generale. In entrambi i casi la metafora calza a pennello e trasporta tutta l'intensità dei sentimenti della protagonista e la potenza della parola stessa in quanto veicolo di significato e quindi di emozioni e sentimenti, spesso negativi. Il suo stile è asciutto e lineare. L'autrice si destreggia bene nel gestire al meglio la metafora creata. Riesce anche a realizzare brevi passaggi che molto si avvicinano alla poesia: "Nel cavo della mente, timidamente accorti, si aprono le tane pasciuti centopiedi". Queste sono le costanti riscontrabili in tutti gli altri racconti.

In "Le sveglie di zia Paschedda" il pettegolezzo e la curiosità sono raccontati in modo originale, ma soprattutto nascondono un senso molto più profondo: cosa significa trascorrere una vita in solitudine.

"Presenza" è invece un racconto vero, quasi spietato nel modo in cui descrive il deterioramento di un rapporto. La personificazione di stati d'animo come l'insoddisfazione e l'insicurezza è particolarmente efficace per raccontare i sentimenti della protagonista.

Attesa racchiude il leit motiv della raccolta, ciò che accomuna tutti i brevi racconti: il legame tra la vita e la morte; il mondo dei morti che comunica con quello dei vivi, o comunque tenta di entrare in contatto con esso. Tema ampiamente ripreso nel L'ascoltatrice e nel "Passaggio", racconto quest'ultimo che stupirà e sorprenderà il lettore. Ma queste non sono storie di fantasmi, sono racconti di vita, di uomini e donne e delle loro paure, emozioni e turbamenti, che Maria Antonietta Pirrigheddu riesce a restituire al lettore con bravura e originalità.

Infine l'ultima perla narrativa della Pirrigheddu è Stelle di Osiride: una rivisitazione davvero innovativa delle antiche leggende legate alla mitologia egizia. Rivisitazione dallo stile immediato, chiaro, che colpisce subito l'immaginario del lettore, coinvolgendolo pienamente.

Ma l'elemento che più di tutti Maria Antonietta Pirrigheddu mette in risalto è la parola: la parola intesa come unicum indivisibile di significato e significante e come tale veicolo di potere.

Un'autrice davvero sorprendente la Pirrigheddu per stile e creatività: una vera rivelazione.

Kimerik Edizioni