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Antonio Ricchi - Bologna

Penso che non si capisca come Dio e Cristo vogliano preparare l'uomo alla vita eterna dove la realtà non sarà più la nostra attuale, ma bensì una realtà spirituale a noi per ora inaccessibile e poiché già fin da ora il regno di Dio è fra di noi ecco che è necessario che la nostra attenzione si sposti dalla carnalità alla spiritualità perché come disse Cristo - il regno è già fra di voi poiché noi siamo come dei in divenire -

Ciao.

Risponde lunadivetro:

Parliamo di “realtà spirituali”, di “spiritualità”…

Ma che significa?

Finché siamo qui, sulla terra e nel tempo, la spiritualità può essere unicamente la capacità di vivere bene la propria carnalità. Un domani, quando saremo altrove, sarà certo una cosa diversa, non comprensibile allo stato attuale. Se fosse comprensibile, infatti, possederemmo già la conoscenza del “dopo”.

Ma né Dio né Cristo ci preparano a questo “dopo”, alla cosiddetta vita eterna: questa terra non è una scuola di catechismo. Il fatto che l’uomo possieda il libero arbitrio significa che è lui stesso a doversi preparare, sempre che ne abbia le capacità e la volontà. E l’unico modo per prepararsi è vivere intensamente l’ADESSO, secondo regole e giustizia.

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