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Francesca

Prendere una strada...
Decidere cosa vuoi davvero dalla vita...
Arrivata a un punto dove senti crollare le tue certezze...
E se sbagliassi strada??
E se scegliessi un destino inadatto per me??
Cercare di realizzare un sogno... ma se dopo scoprissi che il sogno per cui ho lottato tanto non era quello giusto per me?
A quel punto tornare indietro si può??
E se semplicemente non riuscissi a realizzarlo?
A battermi per qualcosa che ora sento di volere disperatamente, ma che forse richiede troppo sforzo, troppa speranza...
Troppa speranza...
Non mi permetto quasi più di sognare.
O meglio ancora lo faccio qualche volta, ma sento che illudermi ulteriormente è "sbagliato".
Cresci, Francesca, cresci; il tempo dell'infanzia è finito!
Ma ora questa fragile fiammella si è accesa dentro me. Che abbia davvero deciso cosa fare del mio destino?
E se però sbagliassi tutto di nuovo, come già troppe volte è successo?
A 18 anni posso permettermi di essere ancora un po' bambina?
Io che bambina non mi sono mai del tutto sentita, almeno non fino in fondo, pur essendolo?
E perché non riesco a innamorarmi?
Non riesco a pensarmi in una relazione stabile... in una coppia, che pur piacendomi come idea mi sembra soffocante.
Sarà la voglia di non farmi sottomettere, la voglia di non crescere... o forse non ne vedo ancora l'esigenza!
Ma riuscirò un giorno a vivere come voglio?
A trovare la mia vita?
A riprendere il possesso di una vita di cui mi sento di aver perso il filo?
E la paura cresce e mi divora...
Ho paura di buttarmi, di vivere appieno... ma ho anche paura che così facendo la vita mi passerà tra le mani piena di tristi rimpianti...
Ma è pur vero che se si dice che è meglio provarci che vivere di rimpianti, non sempre è così!
E il non sapere come continuare a vivere mi uccide...
E forse prima o poi di me non rimarranno che paure e angosce... luci e ombre...
Provare a rialzarsi non è facile, ma ci sto provando.
Forse devo combattere per il mio sogno mentre mi rialzo...
Perché ho notato che avere un sogno, una speranza a cui aggrapparti ti aiuta a vivere!
E forse le mie saranno solo frasi senza senso e confuse, ma ora sto meglio, grazie!

Risponde lunadivetro:

Tutto ciò che tu dici, pensi e ritieni che sia ha anche il rovescio della medaglia: può essere tutto e il contrario di tutto!

All'origine di quel che senti, naturalmente, c'è il dubbio su ciò che può accadere, su come evolveranno gli eventi... un dubbio che attanaglia l'anima e la coscienza, e che non ti permette di ascoltare il cuore, né di esercitare la razionalità.

A diciott'anni l'unica cosa a cui si dovrebbe pensare è la libertà: del cuore, dell'anima, della mente. Sentire la voglia di vivere spensieratamente. Il tempo delle responsabilità verrà dopo, man mano che si matura; ma per maturare ci vogliono le esperienze, sia positive che negative. Insomma, se non ti permetti la libertà di sperimentare ciò che la vita ti offre, non potrai crescere. E non si può crescere di colpo solo perché si compiono diciott'anni.

Restare ancora un po' bambini? Certo! Guai se così non fosse, e non solo a diciott'anni, ma anche dopo! La spensieratezza è la caratteristica dei bambini, è ciò che permette loro di tuffarsi nelle esperienze, e così di svilupparsi. Tu ti stai macerando nei dubbi e vuoi addossarti delle responsabilità che non competono alla tua età. E così facendo ti impedisci di vivere, di crescere e di essere te stessa.

I sogni? I sogni sono la pioggia che feconda l'esistenza... Senza i sogni ci si secca l'anima e si svuota il cuore. Ciò che dovremmo sapere, piuttosto, è che i sogni a volte restano tali: non tutti si realizzano. Ma se non ci permettiamo di coltivarli, anche quelli impossibili, non realizzeremo neanche quelli che davvero possono andare in porto.

E' necessario accettare il fatto che un gran numero delle azioni umane non sono che tentativi; ma in mezzo a tanti tentativi si azzecca la strada giusta. Il fatto che un nostro tentativo vada a vuoto non significa che abbiamo fallito, tutt'altro! Significa solo che siamo delle persone attive propositive, che hanno voglia di fare. Significa che siamo esseri umani. Perché senza errore non c'è umanità, né possibilità di comprensione e di crescita.

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