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Andria - Kasteddu

Perché costringiamo noi stessi e gli altri ad essere diversi dal nostro pensiero, dal nostro spirito, dai nostri sogni... Sì è vero che la vita impone delle scelte obbligate ma perché poi siamo così vigliacchi da non ammettere che quella che facciamo non è la nostra vita voluta, non è il nostro desiderio non sono i nostri sogni. Perché opprimiamo continuamente i nostri figli o nipoti a fare delle scelte, che se non volute producono danni e frustrazioni che si moltiplicano all'infinito rendendo oltretutto la vita più difficile a noi e a chi ci sta intorno?
Non sarebbe meglio avere il coraggio di perseguire e attuare i nostri sogni? I risultati ottenuti sarebbero davvero più deleteri di quanto questo mondo non abbia già avuto modo di conoscere?

Risponde lunadivetro:

Te la faccio anch'io una domanda. Tu metti in luce molto acutamente queste contraddizioni, dimostrando una sensibilità e una chiarezza non comuni; ma come stai conducendo la tua vita? Come ti rapporti al prossimo? Puoi, attraverso il tuo modo di agire, rispondere alle tue stesse domande?

Se è così, qualunque mia risposta sarebbe inutile.

Il fatto è che, a livello di intenzioni, molti di noi sono ineccepibili. Ma quando ci troviamo di fronte ai problemi concreti, quando dobbiamo gestire realmente i rapporti con il nostro prossimo - a cominciare dai figli - niente è semplice. Subentrano tutte le nostre piccolezze umane: le paure, le presunzioni (spesso neanche avvertite),  le piccole invidie, le infinite contraddizioni che caratterizzano il nostro essere umani. Magari siamo irreprensibili in un campo e falliamo miseramente in un altro: o perché non ci rendiamo conto di determinati fattori, o perché non li riteniamo importanti, o per semplice convenienza... oppure perché non siamo proprio capaci di agire diversamente.

Quanti genitori, ad esempio, sono convinti che i loro figli siano migliori dei figli altrui? Abbiamo idea dei comportamenti deleteri che trascina con sé una simile convinzione? Siamo proprio noi, poi, ad insegnare ai nostri figli ad essere ciò che noi stessi siamo. Tramandiamo le nostre bassezze di generazione in generazione, mentre il barlume di luce della coscienza si affievolisce sempre più.

Cosa è in fondo la coscienza? E' la finestra della vita. Una finestra dalla quale vediamo molte cose, senza però volere o riuscire ad intervenire per migliorare quella visione. Perché è facile giudicare correttamente ciò che si vede (come tu stesso stai facendo), ma quando si tratta di vivere quello che diciamo, allora le cose si complicano parecchio.

E allora chiediamoci, io e tu per primi: cosa stiamo facendo concretamente per migliorare la  nostra vita  e quella degli altri? Per facilitare la realizzazione dei nostri e altrui sogni? E ci rendiamo conto di quanto il nostro esempio - in un senso o nell'altro - sia coinvolgente ed efficace?

Se le rare persone che agiscono davvero secondo il loro sentire continuano a rimanere delle mosche bianche, la nostra indignazione nei confronti delle umane abitudini è inutile e fine a se stessa.

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