home cosa cerchiamo dipinti ciondoli il talismano scoperte lascia un segno

 

Manuela

Ne ho sentite e viste tante, come credo sia successo più o meno a tutti quelli che non vivono "nel loro recinto".

Però, qualche giorno fa quando ho sentito da qualcuno che ci sono genitori adottivi che RESTITUISCONO AL MITTENTE I BAMBINI CHE ADOTTANO quando si rendono conto che essere genitori non è una passeggiata e che un figlio non è un valore aggiunto da esibire come per esempio un capo firmato quando si passeggia la domenica per il corso... beh, mi è venuto il voltastomaco!!!

Si parla di abbandono di cani e di gatti (anche di animali esotici) e anche questo fenomeno è condannabile senza nessuna possibilità di appello per coloro che non sanno amare un animale. Però, fatemelo dire: SCARICARE UN BIMBO COME UN OGGETTO NON PIU' UTILE, considerando che già purtroppo ha sofferto troppo, perché non può vivere con i suoi genitori naturali... la sola idea mi paralizza la mente e il cuore!!!!!!!!!!

Ma che hanno nel cervello, soprattutto nell'anima questi tipi di persone?

E' vero che mai si deve giudicare, e che dietro ad ogni situazione c'è una storia personale che se possiamo conoscere, possiamo forse a comprendere anche comportamenti che in prima battuta non riusciamo a giustificare, seppure con tutta la più buona volontà da parte nostra.

Credo però, pur non cadendo nel "facile giudizio" che abbiamo l'obbligo di mettere dei "paletti" per delineare la linea di confine tra il bene ed il male.

Come è male uccidere, fare violenza a qualcuno e tanto più a chi è più indifeso, rubare e quant'altro che non ci fa stare in pace con la nostra coscienza (sempre per chi ce l'ha) è male non sapere amare il nostro prossimo, soprattutto, E' MALE SE NON VOGLIAMO ASSUMERCI LE NOSTRE RESPONSABILITA' SU COLORO CHE SI AFFIDANO A NOI.

Siamo sempre così troppo concentrati su cosa ha fatto del male a noi e spesso in nome delle nostre sofferenze giustifichiamo i nostri "egoismi compensatori" ("visto che ho sofferto troppo a causa di... d'ora in poi penso solo a me stesso/a"... ecc...).

In nome delle nostre più o meno presunte sofferenze subite, manteniamo una visione di noi stessi e degli altri come fanno i bambini molto piccoli nella fase del pieno egocentrismo (fino ai tre anni...)

Ho capito poche cose nella vita ma una di queste è che chi si sente vittima di tutto e di tutti, è la prima persona poi a farla scontare agli altri e soprattutto a usare le persone come strumenti per soddisfare i propri bisogni, anche affettivi, ma basati su necessità sfalsate e molto soggettive.

DOMANDONA: non sarà che spesso GLI AIUTI DA DIO non ci possono raggiungere perché per primi li respingiamo con le nostre barriere di egoismo?

Come possono fondersi per diventare una cosa sola due poli opposti? Uno negativo e uno positivo come succede quando si cerca di mettere insieme due calamite per il senso sbagliato.

Nonostante tutto e le nostre "barriere personali", gli aiuti arrivano... Credo che Dio non abbia troppo da fare per stare accanto a noi, perché per primi vogliamo "usare" per nostri scopi il suo AMORE. Come facciamo con il nostro prossimo, fino a riuscire ad abbandonare un bimbo che prima abbiamo adottato e poi scaricato perché non ci serve più (ci sono "Casa Famiglia" con diversi bambini che purtroppo sulle spalle hanno questa storia, poiché non sono casi sporadici!).

E' un esempio estremo quello che ho appena fatto, ma nel nostro piccolo, chi più, chi meno, orientiamo tutto verso i nostri bisogni che ci fanno regredire e non invece crescere psicologicamente ed evolvere la nostra anima.

Diffidare sempre di chi si presenta con la tipica frase: "IO nella vita ho sofferto troppo....". Perché chi attraverso la sofferenza ha imparato ad amare veramente gode anche grazie alle più piccole cose della vita e sa condividere con l'altro, senza anteporre se stesso "in nome della sua sofferenza"...

La vera sofferenza poi col tempo diventa un tesoro prezioso da condividere in intimità con chi ci sta accanto e non diventa quindi una "bandiera".

Ho imparato che chi fa più male al suo prossimo è colui che per primo si considera una VITTIMA!

La stessa vittima che soddisfa solo i propri bisogni anche sulla pelle dei più indifesi!

E sono proprio queste "vittime" a pensare che Dio non esiste per loro.

"Vittime" anche del Creatore....

precedente

successivo