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Lilly - Milano

Sei mesi fa il mio bimbo nacque morto da allora non riesco più a pregare, sognare, sperare, aiutare, ascoltare... non mi è rimasto nulla del dono che avevo...

Risponde lunadivetro:

Come si fa a non capire il tuo dolore?

Il tuo "dono", come tu lo chiami, non è venuto al mondo... Perché? Credi davvero che Dio abbia voluto punirti?

No, non è così.

E se invece  Qualcuno, lassù, avesse voluto evitarti un dolore maggiore? Come possiamo conoscere noi i misteri della nostra esistenza?

 

Ti rifiuti di pregare, sognare, sperare, insomma di vivere; e per il momento è normale, perché la tua ferita è fresca. Ma proprio nella preghiera e con la preghiera riceviamo l'aiuto per  accettare i dolori più grandi e superarli.

Però dobbiamo anche capire una cosa. Quando un bimbo nasce già morto, non c'è il tempo necessario perché l'affetto metta radici profonde, nonostante i mesi della gravidanza. L'amore concreto per il proprio figlio sboccia quando lui si attacca al seno, perché è in quel momento che si sente davvero la maternità.  

Non è tanto l'affetto negato, ad opprimerci in queste situazioni. In realtà veniamo sommerse  dal senso di colpa, o di inadeguatezza, o ci sentiamo sfortunate e immeritevoli, o temiamo di non essere capaci di generare...

Ora tu, invece di abbandonarti all'appiattimento, invece di annullarti in tutte le sensazioni terribili che provi, e che vanno incontrollate  in ogni direzione, dovresti ricominciare a pensare alla vita. Pensarci concretamente: progettarla, sognarla ancora. E in questo modo potrai  amare il bimbo non nato e quello che ti nascerà.

E' dura dirlo adesso, ma non è tutto finito. Perciò pensa seriamente ad essere di nuovo  madre.

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