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Filius Lunae

IL MITO FONDANTE DEL CONTINENTE EUROPEO

Il Mito di Europa, divinità preellenica originaria dell'Asia Minore, riecheggia le vicende storico-culturali del continente  che da Lei prese il teonimo.

Europa, prima della rielaborazione greca del Mito, era "quella dal grande occhio": la  Dea-Luna, Mater dea cretese nella cui isola si parlava di "matria" invece della successiva "patria".

Europa proteggeva la sua isola con una lancia infallibile e con un mostruoso guerriero di bronzo (ricordo mitizzato della scoperta dei metalli e della loro lavorazione i quali nell'antichità  erano ritenuti pertinenti al mondo divino e titanico); qui in particolare si sottolinea l'invenzione della civiltà e della tecnologia da parte delle donne.

Il termine "Europa":  ^RB, secondo l'illustre linguista Semerano, risale alla protolingua accadica di Sargon I, dal significato "il tramontare dell'astro/sole", volendo con ciò indicare quei Paesi all'estremo occidente del loro mondo conosciuto e con i quali avevano scambi commerciali. Tra questi Paesi c'era Creta, l'Italia e tutto il bacino del mediterraneo verso Ovest. Conferma linguistica  ci sono un appellativo della dea greco-mitologica Theia: Euryphaessa "il cui splendore giunge lontano"; il semitico ereb "scuro" e lo stesso nome degli Inferi "Erebo", il quale veniva collocato all'estremo occidente: dove appunto tramonta il sole. Anche della nostra «Italia» che fino a tempi recenti veniva per lo più intesa come «terra dei vitelli» da «vitulus» (vitello) il Semerano segnalò che la «i» di «vitulus» era breve, mentre la «i» di «Italia» era lunga e perciò era presumibile che la parola venisse dall'accadico «Atalu» che significa «terra del tramonto», a cui corrispondeva la parola etrusca «Hinthial» che vuol dire «ombra».

Europa di notte cavalcava a Creta il toro lunare-yonico suo compagno ma infine non riuscì a respingere l'invasione dei Greci che introdussero i propri dei (Zeus come toro solare-fallico, Apollo, etc) e riscrissero la loro versione del Mito, quella che informò di se finora la cultura europea.

La versione greca racconta il rapimento di Europa, figlia di Agenore e Telefassa, principessa fenicia di Tiro  da parte di Zeus, che se ne era innamorato vedendola raccogliere i fiori in riva al mare. Il dio, dopo aver ordinato a Ermes, il messaggero degli dei, di condurre i buoi di Agenore alla spiaggia, si trasformò in un maestoso toro bianco e, unendosi agli altri bovini, raggiunse il luogo dove Europa e le sue amiche stavano giocando. Mostrandosi docile, si lasciò avvicinare e decorare con ghirlande di fiori dalle fanciulle, ma, quando la principessa gli salì sul dorso, iniziò a correre, superando il mare e raggiungendo l'isola di Creta. Qui, precisamente a Gortino, vicino ad una fonte, Zeus si unì alla ragazza sotto un boschetto di platani, ai quali, in ricordo di tale amore, egli concedette il privilegio di non perdere mai le foglie. Zeus rivelò quindi la sua vera identità ed Europa divenne la prima regina di Creta. Ebbe da Zeus tre figli: Minosse, Radamante, e Serpedonte, che vennero in seguito adottati da suo marito Asterione re di Creta. Zeus donò a Europa tre regali: Talos (un gigante di bronzo creato da Efeso, guardiano delle coste cretesi), Laelaps (cane leggendario, da cui ora la costellazione del Canis Major) e un giavellotto che non sbagliava mai il bersaglio.

Dopo la morte, a Europa furono tributati onori divini. Il toro personificato da Zeus diventò una costellazione e fu posto tra i segni dello zodiaco.

Nella costellazione del Toro molte civiltà antiche raffigurarono le loro divinità: gli Egizi vi veneravano il bue sacro Api, i Persiani vi vedevano il dio del loro culto mitraico poi diffuso anche presso i romani nell'era pre-cristiana, e i Celti celebravano la festa dei tori quando il Sole entrava in questa costellazione. Durante la civiltà minoica, i cui sovrani si ritenevano discendenti di Minosse, il culto del toro fu molto diffuso e da esso nacque la leggenda del Minotauro, il mostro metà uomo e metà toro. Anche nella Bibbia si trova una eco di tale concezione: ad es. in Giobbe Dio dice:  Puoi tu unire assieme i legami delle Pleiadi, o sciogliere le catene di Orione? Fai tu apparire le costellazioni a suo tempo, o guidare l'Orsa maggiore con i suoi piccoli? (le traduzioni sono congetturali, è comunque indubitabile che si tratti di Costellazioni).

Infine ciò fu ripreso (a modo loro) anche dai Testimoni di Geova, secondo i quali Dio aveva il suo "luogo di dimora" nella costellazione delle Pleiadi, distante circa 450 anni luce dalla Terra. A pag. 327 del terzo volume dei suoi Studi delle Scritture, C.T. Russell, fondatore della WTS, scrisse: "Alcione, il centro delle famose stelle delle Pleiadi, è il 'trono di mezzanotte', il punto centrale dell'intero sistema gravitazionale, dal quale l'Onnipotente governa il suo universo".

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