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Encantada

Non so chi sei, ma complimenti per il sito.. ho letto un po' qua e là e condivido molto i tuoi pensieri.. non so se potrai essermi d'aiuto ma chissà magari qualche tua parola mi potrà dare un po' di illuminazione.. premetto che ho 24 anni e magari mi dirai cara mia hai una vita avanti.. ma io mi sento come dentro a una campana di vetro ed ho desiderio di sfondare questo vetro, sento che potrei avere molto dalla vita e fare molto, ma il gran problema è cosa?? che devo fare? io quest'anno mi sono lanciata a iscrivermi nell'università un po' perché lo volevo e un po' perché mi sono fatta influenzare da mia madre, con la speranza che fosse la cosa giusta da fare per poter essere qualcuno nella vita, ma niente praticamente sento quasi il rifiuto.. come prima ancora avevo iniziato una scuola di estetica al secondo anno ho lasciato tutto.. perdo totalmente l'interesse.. ma perché mi comporto cosi? lascio sempre tutto a metà.. e pure vorrei tanto sentirmi realizzata.. e finalmente provare amore per qualcosa.. non so più che fare..

Risponde lunadivetro:

Vorrei chiederti: tu hai lottato mai per qualcosa? Oppure la vita ti ha coccolato e hai avuto sempre ciò che volevi?

Ecco, se non hai mai lottato per qualcosa, è ora di cominciare a farlo. Ma per sapere per cosa vuoi lottare, dovrai guardare non la vita che hai avuto finora, quanto piuttosto quella che sarà da oggi a domani: la vita che viene. Chiediti come te la immagini. Chiediti non COSA vorresti essere, ma COME vorresti diventare. Prova a immaginare come vedi te stessa nel futuro. Non sto parlando della professione da intraprendere, ma del tuo modo di essere, del tuo modo di rapportarti agli altri e di considerare il mondo. Come vorresti che fosse? Come vorresti sentirti? Come vorresti si sviluppassero le tue relazioni? In base a quel che vedi di te, in base a come vorresti essere e sentirti, puoi chiederti cosa vuoi e devi fare.

Ma la strada è solo una: cominciare a chiacchierare con te, molto seriamente. Se ti senti dentro una campana di vetro, vuol dire che proprio questo stai evitando. La campana di vetro, infatti, non ci isola solo dal mondo: ci isola anzitutto da noi stessi. Chi davvero si conosce non può sentirsi dentro una campana di vetro.  E come puoi pretendere di provare amore per qualcosa, se resti sotto vetro?

Ecco perché ti ho domandato se hai sempre avuto quel che volevi o se hai mai lottato per qualcosa. Perché spesso sono le delusioni a rompere quel vetro, a portarci alla reazione. Quella reazione che il "tutto facile" non innesca.

 

Tu hai 24 anni, ma spesso anche in tarda età ci si trova a chiedersi chi siamo e cosa vogliamo. Oppure, ancora più spesso, quando si diventa "grandi" semplicemente ci si adagia su ciò che già si ha, e ci si rassegna a non cercare più. Per cui da giovani è più facile "cercarsi" - e paradossalmente più difficile, visto che si è più confusi.

Normalmente le persone trascorrono molto tempo a parlottare tra sé e sé, anche senza rendersene conto. Ma è un borbottìo senza capo né coda: si tratta solitamente di lamentele, di manifestazioni di scontentezza per una cosa o per l'altra, di giudizi sul comportamento altrui e sulle conseguenze che ne abbiamo avuto... A cosa porta questo parlare? A niente. Anzi, a danneggiarci: ci stanchiamo il cervello e diventiamo sempre più rigidi, sempre più doloranti. E se invece impiegassimo lo stesso tempo procedendo alla scoperta di noi stessi?

L'unico modo per scoprirsi è interrogarsi seriamente. Parlare con se stessi, analizzarsi, riflettere su di sé, osservarsi con obiettività.

Talvolta ci si aspetta che qualcuno (forse il Cielo...) ci metta in mano una bacchetta magica: si attende un intervento divino per dare una svolta alla vita. Ma la bacchetta magica l'abbiamo già. Dobbiamo però imparare ad agitarla e a pronunciare le parole magiche: "Io voglio, perché so. Io so, perché sono".

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