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Mercoledì 2 aprile 2008

 

I racconti orali degli «Archivi del Sud»

Un cd multimediale assieme al nuovo numero di

Contos, storie in viaggio

 

Maria Antonietta Pirrigheddu

 

Perfugas.  Un numero monografico interamente incentrato alla memoria del racconto orale. E' quanto ha fatto l'associazione culturale Archivi del Sud che ha dedicato l'ultimo numero di "Contos, storie in viaggio" a "Filonzanas de ammentos, tessidoras de peraulas", rassegna contenuta all'interno dell'edizione 2007 del festival Mille e un nuraghe. Per l'occasione, "Contos" ha arricchito la sua proposta con un'uscita in versione multimediale. Alla rivista è infatti allegato un dvd che raccoglie i racconti così come sono stati interpretati dalle attrici che li hanno letti durante il festival. Racconti speciali, perché si tratta di storie registrate e trascritte quarant'anni fa da Emilia Sanna, allora laureanda all'Università di Cagliari sotto la guida di Alberto Cirese, l'antropologo che formò con il suo insegnamento generazioni di studiosi, trasmettendo una passione non comune per la conoscenza e la salvaguardia delle tradizioni. Le registrazioni vennero allora effettuate da una giovanissima Emilia Sanna nei diversi centri dell'Anglona, da Perfugas a Castelsardo, da Chiaramonti a Bulzi. Si trovano custodite nell'Archivio dell'Università di Cagliari e in parte presso la Discoteca di Stato, a Roma.

Merito del festival e di Archivi del Sud è stato quello di averne reso possibile dopo tanti anni una diffusione non solo accademica. E, come si legge poi nell'editoriale di "Contos" scritto da Enedina Sanna, «il pregio della ricerca è anche l'interesse linguistico che suscita, essendo l'Anglona regione che comprende diverse varianti come il logudorese, il gallurese e il castellanese».

Storie che erano state dimenticate per tanti anni sono state così riconsegnate alla memoria pubblica. Non solo molti hanno avuto la fortuna di poterle riascoltare dal vivo grazie alle performances di bravi attrici (Maria Antonietta Pirrigheddu, Clara Farina, Francette Orsoni), ma ora, grazie all'operazione di Archivi del Sud, la memoria sottratta all'oblio potrà servirsi della tecnologia e di un comodo formato digitale che ne consentirà una facile conservazione.

Il lavoro svolto da Archivi del Sud ha anche il merito di aver riportato alla memoria lo stile e le modalità delle ricerche che, taccuino alla mano, venivano condotte con al massimo il supporto di un ingombrante registratore portatile a bobine. Roba di altri tempi, ma, proprio per questo, estremamente interessante. 

Giuseppe Pulina

 

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